LEGGE DI STABILITà 2016 – COSA CAMBIA PER LE IMPRESE?

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LEGGE DI STABILITà 2016 – COSA CAMBIA PER LE IMPRESE?

SONO MOLTE LE NOVITÀ PER LE IMPRESE CONTENUTE NELLA LEGGE DI STABILITÀ, ENTRATA IN VIGORE IL PRIMO GENNAIO 2016                        (PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE – SERIE GENERALE N.302 DEL 30-12-2015 – SUPPL. ORDINARIO N. 70)

Incentivi agli investimenti, sconti fiscali che vanno incontro alle richieste delle imprese degli ultimi anni, dall’eliminazione dell’IMU sui terreni agricoli e quella sugli imbullonati, ovvero i macchinari fissi al suolo delle aziende, al proseguimento della strada intrapresa nel 2015 con gli sconti sulle assunzioni a tempo indeterminato, che vengono prorogate ma in misura ridotta (al 40%); queste e molte altre misure che riguardano energia edilizia e mobilità.
Tra le novità della Legge di Stabilità 2016, entrata in vigore il 1° gennaio, c’è la proroga fino al 31 dicembre 2016 sia della detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico, sia della detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie; novità fiscali che riguardano il fotovoltaico su edifici e le fonti rinnovabili nelle aziende agricole, agevolazioni per l’acquisto di case ad alta efficienza.
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La detrazione fiscale del 65% per l’efficienza energetica viene estesa anche ad alcuni interventi di domotica, cioè all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative

Altra novità è la possibilità per gli interventi su parti comuni dei condomini di cedere l’ecobonus alle aziende che fanno i lavori in cambio di uno sconto. In questo modo si permette anche agli inquilini incapienti di sfruttare le detrazioni. Le modalità operative della cessione dovranno essere chiarite dall’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento da emanarsi entro il 1° marzo 2016, probabilmente il credito si potrà cedere non solo alle imprese ma anche ai professionisti tecnici.

 

 

Chi ne può beneficiare
Le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa; le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale purché siano soggetti al pagamento dell’Ires (dunque non i Comuni ad esempio).
Possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile; i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali; gli inquilini; i familiari del possessore.
Dal 1° gennaio 2016 sono ammessi anche gli Istituti autonomi per le case popolari.

 

Per quali immobili
Gli interventi devono essere eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione.
Per alcune tipologie di interventi, inoltre, è necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche: per esempio, essere già dotati di impianto di riscaldamento (tranne quando si installano pannelli solari termici).

 

Interventi incentivati
Riqualificazione globale su edifici esistenti, ossia l’insieme di interventi che facciano conseguire determinati miglioramenti delle prestazioni energetiche;
Coibentazione di pareti, soffitti o la sostituzione di finestre e serramenti con altri con particolari prestazioni di isolamento;
• Installazioni di pannelli solari termici;
• Sostituzione della caldaia con un modello a condensazione;
• Installazione di pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;
• Acquisto e posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006;
• Acquisto e installazione di impianti di climatizzazione invernale a biomasse;
• Acquisto, installazione e messa in opera di sistemi di domotica, ossia multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative. Questi dispositivi domotici devono: a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati; b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti; c) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

 

Allegati:
LEGGE DI STABILITA’ 2016

 

 

 

 

 

 

Fonti: Gazzetta Ufficiale; QualEnergia.it; PMI.it

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